


nonno Marcello, Capri, 1948 ca.
Forse per questo aneddoto ho un'idea tutta mia sul trascorrere alcuni giorni là e se potessi ci andrei con la macchina del tempo per viverla, quell'isola, nell'epoca in cui l'ha vissuta lui.
Veniamo a noi, mettendo da parte i ricordi altrimenti sale l'amarezza alla gola, adesso che nipote cresciuta non ho più la fortuna di ascoltare certe narrazioni, ché il nonno non è in grado di farle ancora. Il taccuino raccoglie dunque una mise da spiaggia priva di orpelli, ma arricchita di alcuni 'pezzi' che non passano innoservati, capaci soprattutto di creare una certa allure. Il costume intero (1) è quasi d'obbligo e anche di colore nero, a mio parere non esiste costume da bagno preferibile. La camicia bianca da uomo a maniche lunghe (2) non può essere sostituita da null'altro. Da un pareo o da un abito in mussola di cotone? Bah! Niente potrebbe creare quel glamour dato dalle maniche arrotolate e dalla misura extra. Il panama (3) è uno dei cappelli per eccellenza e regala eleganza. Non ci sono, poi, calzature che possano sostituire gli zoccoli.
Capitolo a parte per i 'Clubmaster', il tocco finale, un vecchio modello Ray-Ban di occhiali da sole (ma anche da vista) riedito. Da poco più di un mese anch'io ne sono entrata in possesso, ho dovuto attendere parecchio per averli, sembravano introvabili, non per il fatto che tutti li vogliono, ma proprio per il contrario, nessuno li sta richiedendo. E come tutte le cose che non sono ancora diventate di moda nemmeno un negozio li tiene (in agosto li ho cercati invano pure a Berlino). Alla fine ho deciso di ordinarli senza sapere se sarebbero stati bene sul mio volto, anche se il modello si avvicina di molto al 'Wayfarer' tolti la misura più piccola e la porzione di lente rifinita con il metallo. Strano, no? Io, nelle mie scorpacciate di materiale in rete, ne ho letto parecchio e da diverse fotografie ho potuto cogliere che stanno 'prendendo piede'. Il tocco retrò che sanno evidenziare in tanti outfit si sposa appieno con gli accessori più moderni.
Vi saluto, entrerò in punta di piedi nell'inverno per non farmi sorprendere.








Agyness Deyn - Londra, 6 marzo - Tod's Art Plus Film Party
Penso sia credibile se vi confesso che vorrei riuscire a vestire come lei, ma non ho successo. Lo specchio non mi è amico e dopo essermi guardata inizio a distruggere l'operazione di vestizione appena compiuta spogliandomi. E' davvero impossibile. Dovrei, forse, uscire senza vedermi riflessa in alcunchè? E, forse, mi manca il carattere?























-scatti personali-
Pioggia incessante. Fitta e sottile. Piedi bagnati per il fatto di non voler mai e comunque indossare le calze, ché altrimenti le ballerine scadono. Capelli flosci per il fatto di non voler mai e comunque usare l'ombrello, ché tanto devo fare solo due passi. Sono un obbrobrio con la faccia tappezzata di una smorfia di fastidio. Precipitazioni previste anche per domani e per il pomeriggio di mercoledì. Saranno i piedi o i capelli il mio dramma quotidiano prima che torni il sereno?



'...asciugar parole che oggi ho steso e mai dirò'.




Non sono morta. E se morissi chi ve lo verrebbe a dire? Ecco qui, in poche parole, spiegata la rete. E poi a chi intereserebbe? Non sapete manco che faccia ho. In ogni caso oggi porto l'ombretto color bordò.



















'Automne à Paris'










- scatti personali -